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La
certificazione ambientale, specie con l’intervenuto aggiornamento
del Reg. Emas (cd. II), può essere oggi attribuita
alle organizzazioni (e
quindi anche alle PP.AA.) che si dotano di un Sistema di Gestione
Ambientale (SGA). Per essere certificabile il SGA
deve essere in grado di dimostrare rispetto della normativa
ambientale , eco-efficienza e capacità di migliorare costantemente
le performances ambientali. Tralasciando
di entrare nel merito del percorso necessario a conseguire la
certificazione/registrazione ambientale, è più interessante
soffermarsi sulle implicazioni e le finalità di un Sistema di Gestione
Ambientale applicato nell’ambito della gestione del ciclo dei rifiuti:
-Riduzione
della produzione di rifiuti (la loro gestione anche corretta
comporta comunque un carico
ambientale) e della loro pericolosità (impedire la
contaminazione dell’acqua, dell’aria, del suolo), applicazione di
procedure quali l’analisi del
ciclo di vita (LCA) e la
politica integrata dei prodotti (IPP);
-Riduzione
al minimo del consumo di risorse (materie prime e energia da fonti non
rinnovabili) privilegiando il riciclaggio, il recupero e contenendo il
costo energetico complessivo della gestione dei rifiuti;
-Eco-efficienza:
capacità di scongiurare l’abbandono incontrollato dei rifiuti, alte
rese di raccolta differenziata (con recupero di materie effettivo e
certificabile),
efficienza e compatibilità ambientale degli impianti, capacità
di coinvolgere cittadini e attività produttive;
E’
evidente che rispetto all’obiettivo di raggiungere siffatti traguardi
ambientali possono risultare del tutto inadeguati capitolati d’appalto
spesso orientati a perseguire fini più quantitativi che qualitativi, a
partire dall’offerta economica, come pure le procedure di qualità (ISO
9000) che
le aziende erogatrici di servizi possono con poco acquisire.
Se
applicata correttamente e consapevolmente, e non soltanto per motivi
d’immagine, la certificazione ambientale
rappresenta uno strumento efficace e permanente per migliorare i
risultati e gli standars che l’Ente locale intende conseguire nella
gestione dei rifiuti solidi urbani. Ciò avviene in quanto
l’introduzione di un SGA è in grado di modificare positivamente le
prassi quotidiane di chi conferisce, di chi raccoglie e di chi tratta le
diverse tipologie di rifiuti fornendo contestualmente
strumenti e indicatori reali per individuare nei servizi e
nell’ambito territoriale impedimenti e fattori di criticità che
possono contrastare il raggiungimento degli obiettivi ambientali che
l’Ente gestore e l’Amministrazione locale intendono raggiungere e
garantire.
A
questa prevedibile corsa alla certificazione ambientale in Provincia di
Macerata, a cui fa da battistrada il Comune di Camerino e che
simbolicamente ha preso il via in occasione del recente convegno
all’Abbadia di Fiastra promosso da
ARPAM e CONFINDUSTRIA
MARCHE, partecipa anche il Consmari: l’iter tecnico-amministrativo per la registrazione Emas
dell’intera filiera
consortile (impianti e servizi di raccolta)
per la verità è iniziato circa un anno fa con l’adozione di
un protocollo d’intesa proposto a vari Enti
cointeressati mentre proprio in questi giorni il C. di A. ha
approvato il bando e il capitolato per la selezione dei necessari
soggetti esterni a supporto della
realizzazione di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA). Il
rapido sviluppo delle attività e dei servizi consortili, per una
gestione dei Rifiuti Solidi Urbani finalmente integrata e omogenea a
scala provinciale, ha peraltro richiesto in pochi anni al Consmari non
pochi sforzi organizzativi e investimenti: ne consegue l’esigenza
prioritaria, a tutela anche del proprio ruolo e del quotidiano impegno
di decine di dipendenti, di dimostrare
pubblicamente attraverso la procedura di certificazione e
validazione EMAS
che le tutte le attività delegate dai comuni soci sono svolte
nel rispetto delle norme di tutela ambientale e di settore con
la capacità, inoltre, di migliorare costantemente la loro
eco-efficienza.
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